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LA ROSA SENZA SPINE
Una mattina di non molto tempo fa,
mi risvegliai con un ricordo che difficilmente riuscivo a focalizzare e rendere
nitido nella mia mente.
La notte l'avevo trascorsa come
migliaia di altre; dopo una normale cena e la lettura di qualche pagina di un
buon libro, spenta la luce sul comodino mi addormentai serenamente.
La giornata precedente non era
stata particolarmente agitata o emozionante, quindi nella mia mente non era
rimasto impresso quasi nulla. Niente lasciava supporre che quella notte sarebbe
accaduto qualcosa di molto speciale.
Passato qualche minuto dal mio
risveglio, a poco a poco qualcosa cominciava ad affiorare dalla mia mente;
erano ricordi molto confusi, e facevo fatica a trovare un nesso logico.
Ma cominciavo a ricordare.
Non so se è realtà, o solo sogno,
sicuramente la mia immaginazione è troppo fertile, ma io quella notte ho
vissuto un sogno che sembrava realtà.
Ed era un sogno bellissimo, che
difficilmente svanirà dalla mia memoria, anche perché io cercherò di non farlo
mai sparire.
- "Mi trovavo in una piccola
stanza, con le pareti candide, accanto a me c'erano delle figure amiche, ma non
riuscivo a distinguere i loro volti; non lo so se erano persone che conoscevo,
se erano viventi, ma erano lì accanto a me e mi parlavano con voci calde e
suadenti.
Io tenevo in mano un piccolo
coltellino tascabile, di quelli con la lama che si ripiega all'interno del
manico, e passavo il tempo ad estrarre e richiudere la lama.
Ricordo che la stanza non era
vuota, c'era un tavolo quadrato di legno al centro di essa, ed in una parete
c'era un piccolo mobile con dei vasi cinesi come soprammobili. Due o tre sedie
di paglia erano sparse disordinatamente nella stanza. Non c'era nessuna
finestra, né alcuna fonte di luce elettrica o artificiale, ma la stanza era
chiara. Il chiarore proveniva dalle pareti bianche, come se un sole nascosto
riflettesse i suoi raggi.
Ad un certo punto, in maniera del
tutto inspiegabile, mi sentivo sollevare dal pavimento.
Non provavo nessuna sensazione di
paura. Mi guardavo attorno per capire da chi o da cosa venivo alzato, ma non
c'era nulla; mi avvicinavo sempre più al soffitto e vedevo la stanza, i mobili
e le presunte persone dall'alto.
Ho cominciato a girare per la
stanza, e qualcuno, non so chi, ma avvertivo la presenza di qualcuno, girava
assieme a me.
Stavo volando!
E' incredibile da credere ma è
vero, non c'era nessuna forza che mi attirava da una o dall'altra parte, ero
io, liberamente, che sceglievo dove andare. Potevo girare su me stesso,
scendere o salire, toccare il soffitto con i piedi.
Mi sentivo leggero e libero come un
uccello. Non facevo alcuna fatica, ed il mio volo non era per niente forzato.
Sentivo sempre delle voci che
parlavano, il loro tono era caldo e pacato. A volte le sentivo vicine, a volte
più lontane, ma comunque non riuscivo a distinguere alcuna parola a me
conosciuta.
Ad un tratto ho avuto l'impressione
di essere vestito di azzurro, ma non era un vestito abituale, mi sembrava più
una tunica azzurra, o qualcosa di simile a quello che indossano gli arabi.
Mi sentivo molto bene, volteggiavo
in un'atmosfera amica, assieme ad esseri che purtroppo non riuscivo a vedere in
volto.
Mi ricordo che, nel sogno, mi
chiedevo appunto se stavo sognando e mi rispondevo che non aveva alcuna
importanza. Ripetevo a me stesso che a volte i sogni superano la realtà e non
siamo noi che dobbiamo effettuare la scelta, c'è qualcuno che ci protegge
dall'alto e che sceglie per noi tra sogno o realtà.
Nel volare attorno alla stanza, mi
accorsi che c'era un passaggio in una parete, era come se qualcuno avesse
costruito quella parete per poi metterci una porta, ma non avesse portato a
termine il lavoro.
Il passaggio conduceva in un'altra
stanza più grande e buia, era vuota e mi ricordo che, dopo qualche istante che
ci volavo dentro, le voci dall'altra stanza mi richiamavano indietro.
Appena tornato nella piccola
stanza, i miei occhi si posarono su un oggetto posto sopra la tavola, ero
sicurissimo che prima non c'era ed avevo anche la netta impressione che nessuna
delle persone presenti l'aveva portato lì.
Mi avvicinai, ed un sorriso si
accese sulle mie labbra.
Appoggiato sul tavolo c'era un
piccolo fiore, una rosa rossa appena sbocciata, e nel suo stelo vedevo che le
spine erano state tutte staccate.” -
Non sono mai riuscito a capire il
motivo di questo sogno, ma mi piace credere che sia stato un messaggio di pace
e serenità che il buon Dio ha voluto mandarmi.
Quella piccola stanza piena di luce
rappresentava il paradiso, l'altra buia e vuota l'inferno.
Quelle voci che sentivo erano le
anime dei morti che finalmente riposavano beatamente, e quegli esseri che
volavano accanto a me erano gli angeli che proteggono le genti.
Non dovete pensare che io sia un
fanatico bigotto, sono solamente un buon peccatore che crede nell'aiuto e nella
protezione celeste.
Magari l'interpretazione di questo
sogno è tutta un’altra, o magari è solamente pura immaginazione, ma io sono
sicuro che quella notte ho volato in compagnia di sconosciuti esseri e mi
sentivo felice.
Quando sono giù di morale, o un po'
seccato per delle stupide banalità, ripenso a quel sogno, chiudo un attimo gli
occhi e ringrazio Dio per come mi ha creato, e per il meraviglioso messaggio
che mi ha inviato.
Appena riapro gli occhi mi sento
più forte, rinfrancato, quasi rinato; come una rosa rossa appena sbocciata a
cui le amorevoli mani di un buon giardiniere hanno tolto le spine.
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