LA FIABA NELLA FIABA

 
C’era una volta un piccolo villaggio posto ai piedi di una grande montagna dalla vetta sempre innevata e nascosta dalle nuvole. In questo villaggio, popolato da brava gente umile dedita allo svolgimento di lavori semplici e sempre pronta a coltivare amicizie e rispetto, nessuno conosceva la cattiveria ed ogni giorno era giorno di festa.
Durante le feste tradizionali tutti gli abitanti si riunivano nella piccola piazza posta al centro del villaggio, dove c’era anche la chiesa ed il suo bel campanile il quale ospitava delle campane che battevano gioiose ad ogni ora.
In questa piazza, tra canti e balli di felicità, erano assaporati i piatti e le leccornie che le brave ed esperte donne preparavano di buon mattino. Le feste si protraevano fino a tarda ora, e tutti i partecipanti rientravano portando con loro, tra le mura domestiche, la gioia ed il reciproco rispetto.
La vita tra le poche solitarie case sparse tra i verdi campi del villaggio scorreva tranquilla, le vie erano sempre linde e pulite, ed ognuno faceva a gara per abbellire il proprio giardino.
In questo villaggio viveva una piccola bambina di nome Lucia, ma tutti gli abitanti la chiamavano Stellina per via di un piccolo neo che aveva sulla guancia, fatto appunto a forma di stella. Stellina abitava con la mamma ed il papà in una linda casetta bianca con il tetto rosso. Amava molto correre nei prati in fiore e portare da mangiare agli animali, i quali erano tutti suoi amici.
Un giorno, mentre era sdraiata in un prato a mirare il cielo, una grossa e vecchia cornacchia si avvicinò, e lasciò cadere dal becco un libricino con la copertina rossa. Stellina, incuriosita, lo raccolse e come lo ebbe in mano la cornacchia volò via. Piccina com’era ancora non sapeva leggere, quindi se lo mise in tasca e corse a casa per mostrarlo ai genitori.
Tutta contenta lo diede al padre, il quale disse che si trattava di un libro di fiabe, con delle belle immagini a colori, e che prima di addormentarsi gliene avrebbe letto una.
Quella stessa sera Stellina era molto impaziente e contenta; non vedeva l’ora di terminare la cena per andare a letto ed ascoltare una nuova fiaba.
La fiaba che il papà di Stellina scelse quella sera iniziava così:

        - C’era una volta il Vento che soffiava forte da nord, portando con se la polvere dei ghiacciai per lasciarla cadere nei paesi caldi. Il Vento, pur essendo anziano e stanco, era molto giocherellone e si divertiva tanto soffiando per ogni angolo della terra. Ogni tanto si fermava a riposare all’ombra in qualche foresta, chiacchierava con tutti narrando le storie più belle e fantastiche che imparava nel suo girovagare, si faceva un pisolino e poi ripartiva soffiando sempre più forte.
Nel suo viaggiare per il mondo, si faceva accompagnare da un amico fraterno che non lo abbandonava mai: un piccolo Raggio di luce calda, che stanco di rimanersene attaccato al sole, un bel giorno decise di fuggire a cavallo di una folata di vento.
Il Vento, da buono che era, faceva sempre in modo che tutti i popoli della terra avessero costantemente aria pulita da respirare, eliminando dalle città e dai piccoli villaggi lo smog e l’inquinamento, mentre il piccolo Raggio anarchico faceva sempre breccia nei cuori delle genti, per depositarvi un mucchietto di amore e bontà.
Ma non tutto filava sempre liscio.
Una cattiva strega di nome Tempesta correva sempre dietro al Vento, lasciando cadere sulla terra solo grandine e miseria. Era invidiosa perché nel mondo tutti amavano il Vento ed il suo amico Raggio, li ricevevano sempre con feste e balli, mentre Tempesta ogni volta arrivava faceva scappare tutti.
Un bel giorno il piccolo Raggio, sentendo sempre le lamentele delle genti rivolte a Tempesta, decise di fare qualcosa per aiutarli. Come il solito accompagnava Vento nei suoi viaggi intorno al mondo, quando nel cielo incontrarono parecchie nuvole. Capì allora che era giunto il momento di attuare il suo piano.
Senza che nessuno lo vide, si nascose dietro la nuvola più grossa e aspettò pazientemente l’arrivo di Tempesta. Dopo pochi minuti lei arrivò e puntualmente lasciò liberi i suoi lampi ed i suoi tuoni e iniziò a bombardare di grandine la terra.
Fu allora che Raggio uscì allo scoperto e, usando tutta la sua forza possibile, colpì Tempesta dritto nel cuore lasciandole un grosso mucchio di amore e bontà. Nello stesso istante Tempesta si quietò, trasformandosi in un enorme e splendente arcobaleno
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Stellina si era dolcemente addormentata, suo papà la guardò e la baciò teneramente sulla fronte sussurrandole la buonanotte. Soffiando piano sulla candela spegnendola, uscì in punta di piedi dalla cameretta, e senza far rumore chiuse la porta.
La piccola bambina dormiva beatamente al buio, quando dalla finestra un piccolo raggio di sole filtrò, andando ad appoggiarsi sul cuore di Stellina.
Il raggio di sole fece il pieno di amore e bontà ed appena si fu ricaricato salutò Stellina e volò via, a cavallo di una folata di vento.


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