AD UN VECCHIO SALICE

 

Era sotto ad un vecchio salice piangente

quello dove mi sdraiavo quando ero adolescente.

Era lui che sopportava pazientemente

le mie insofferenze da cucciolo di uomo,

ed era a lui che mi confidavo.

Sembra ridicolo, lo so che non mi ha mai risposto.

Ma il suo silenzio

era più forte di ogni parola,

e pareva muovesse le sue lunghe fronde

assentendo ad ogni mia considerazione.

Era a lui che narravo i miei sogni.

Era forte come un pino

e saggio come una quercia.

Le intemperie non lo hanno mai scalfito.

I suoi lunghi rami penzolanti

sembrava mi tenessero

come in un abbraccio paterno.

Quante volte ho riflettuto,

appoggiato al suo tronco,

quante volte ho raccolto

come fossero reliquie

le sue foglie morte

sparse sul terreno;

e quante volte ho pianto

per non averlo aiutato,

impedendo che braccia insensibili

lo abbattessero.

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