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AD
UN VECCHIO SALICE Era sotto ad un vecchio salice piangente quello dove mi sdraiavo quando ero adolescente. Era lui che sopportava pazientemente le mie insofferenze da cucciolo di uomo, ed era a lui che mi confidavo. Sembra ridicolo, lo so che non mi ha mai risposto. Ma il suo silenzio era più forte di ogni parola, e pareva muovesse le sue lunghe fronde assentendo ad ogni mia considerazione. Era a lui che narravo i miei sogni. Era forte come un pino e saggio come una quercia. Le intemperie non lo hanno mai scalfito. I suoi lunghi rami penzolanti sembrava mi tenessero come in un abbraccio paterno. Quante volte ho riflettuto, appoggiato al suo tronco, quante volte ho raccolto come fossero reliquie le sue foglie morte sparse sul terreno; e quante volte ho pianto per non averlo aiutato, impedendo che braccia insensibili lo abbattessero. |
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